giovedì 17 luglio 2014

Oggi pomeriggio

(La cliente ha appena comprato un libro.)

Cliente (uscendo, all'amica): "Che bello, così oggi pomeriggio mi leggo il libro e poi stasera guardo il film."

Amica: "E come fai a leggerti tutto 'sto libro in un pomeriggio?"

Cliente: "Vabbè, ma non è che i libri bisogna leggerli tutti, dalla prima all'ultima pagina! Una salta, va avanti..."

Amica: "Ah sì?"

Cliente: "E certo! Mi vuoi morta?"

21 commenti:

  1. faccio outing...
    quando ho letto I Miserabili anche io ho saltato qualche pagina... cioè la descrizione delle cloache di Parigi???

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    1. E tutto il discorso sull'argot?? Come si fa a leggere tutte quelle pagine che esaminano un gergo parlato in Francia dagli emarginati nel 1860, senza sapere ancora che fine ha fatto Jean Valjean?

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  2. MagicamenteMe, La stessa cosa ho fatto io con Notre - Dame de Paris (che per il resto ho adorato): ho saltato il capitolo "Paris à vol d'oiseau". Hugo quando ci si metteva con le descrizioni di architettura e urbanistica era un bel po' pesante.

    E poi quello di saltare le pagine è o non è uno dei diritti imprescrittibili del lettore?

    E

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    1. Esatto. Soprattutto quando il lettore legge i capitoloni descrittivi di Victor Hugo.

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  3. Scusate, ma tutto dipende dal titolo del libro in questione: era il nome della rosa o I love shopping?

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  4. Hera
    un conto è saltare descrizioni che il lettore non ritiene importanti per la storia ( e quelle è lecito saltarle, è un nostro diritto) ma saltare interi capitoli è un altro discorso.

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    1. concordo in pieno... Non leggi, in pratica!

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  5. In Moby Dick ho avuto fortissima la tentazione di saltare i pezzi con la descrizione delle balene, ma ho tenuto duro e li ho letti.
    Comunque, in effetti dipende dal libro. Anche se sinceramente trovo più dannoso e meno giustificabile saltare pagine di libri come "I miserabili" o "Il nome della rosa" piuttosto che di "libri" come "I love shopping"...

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    1. Anche perché la tassonomia di Melville è un tantino superata ...

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  6. A volte mi salto qualche riga di descrizioni pesanti anche se tanto, rileggendo i libri ventordicimila volte, so già che ci ritornerò lo stesso sicuramente. Però sì...un libro in un pomeriggio, a meno che non fosse il piccolo principe (ma neanche) è abbastanza improponibile

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  7. Mmmhhhh, so che sembrerà incredibile ma davvero io posso leggere un libro in un pomeriggio senza saltare nemmeno una parola. Fino a circa 400 pagine. Di più può essere difficile. Però io sono una lettrice veloce e compulsiva. Leggo anche sul bidè e camminando per la strada.
    Conosciuta nel mio quartiere come 'a signurina còo libro. Mai urtato un palo.

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  8. Hera
    LA PERFEZIONE STANCA
    non c'entrerà niente col discorso ma io vengo chiamata "quella che legge sempre". Ma il tono con cui viene detto non è d'apprezzamento.
    Ciao

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    1. Bè, si, non è di apprezzamento manco quello che dicono a me. Secondo me è equivalente più o meno a guarda là, quella pazza!

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  9. È chiaro che uno con il libro che ha in mano faccia quello che crede, compreso fermarci una porta, ma da dove viene questa storia del «diritto» di saltare i pezzi?

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    1. da pennac, mi pare

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    2. Confermo, più precisamente da "Come un romanzo"

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    3. In fatto di lettura, noi lettori ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.
      Il diritto di non leggere
      Il diritto di saltare le pagine
      Il diritto di non finire il libro
      Il diritto di rileggere
      Il diritto di leggere qualsiasi cosa
      Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
      Il diritto di leggere ovunque
      Il diritto di spizzicare
      Il diritto di leggere ad alta voce
      Il diritto di tacere[1]

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  10. Un Simenon da un centinaio di pagibe lo leggo in massimo un'ora sotto l'ombrellone, ho letto libri da 500-600 pagine in una nottata.

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  11. È sempre affascinante ascoltare le persone, sono spiragli su un mondo che a volte è decisamente sorprendente

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