domenica 26 gennaio 2014

Principesse

Cliente: "Ciao gioia (sic), avete..." (controlla sullo smartphone) "La principessa che ama le favole?"

Io: "Vediamo... No, non ce l'abbiamo. E non possiamo nemmeno ordinarlo. È sicura che il titolo sia quello?"

Cliente: "Certo."

Io: "Non sarà forse La principessa che credeva nelle favole?"

Cliente: "No, no. Il titolo me l'hanno dettato per telefono con il libro davanti, capisci, gioia? Deve essere quello."

Io: "Be', magari si sono sbagliati. Càpita. In commercio, comunque, con quel titolo non risulta niente."

Cliente: "Ma ti dico che questa mia amica ce l'aveva in mano! Se non è in commercio dove l'ha trovato lei quel libro? Nell'uovo di Pasqua?"

11 commenti:

  1. Son tutti con 'sti smartphone in mano (il nuovo ciuccio!), poteva fare una foto alla copertina e inviarla ...

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  2. Principesse, appunto.
    Ciao, Stefano, buona domenica :)

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  3. L'idea di aver sbagliato non viene mai presa in considerazione?
    (In realtà togliamo pure il punto interrogativo...)

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  4. Principesse degne del principe azzurro analfabeta ma palancaro.

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  5. Dall'uovo di pasqua, si, esattamente da dove è uscita anche lei.

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  6. Al secondo gioia l'avrei presa a pugni.
    Segui un corso zen?

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    1. Ma probabilmente anche al primo!! :D Del resto una che comincia la conversazione con "Ciao Gioia" non può essere granché promettente..

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    2. Infatti l'unica gioia stava nel tramortirla.

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  7. Ciao Gioia... uno può anche fermarsi lì.

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  8. Her@
    Ciao Gioia? CIAO GIOIA?
    Già una persona che si rivolge così agli altri è di per sè cafona. A prescindere!

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